Gare d'appalto pubbliche in Italia: i numeri
Il mercato degli appalti pubblici pesa per circa il 12% del prodotto interno lordo: è una delle componenti strutturali dell'economia italiana e una delle meno leggibili. La fotografia completa esiste, nella Relazione annuale ANAC, ma resta sepolta tra centinaia di pagine di tabelle. I numeri che seguono la ricompongono, una domanda alla volta.
Quanto vale il mercato delle gare d'appalto pubbliche in Italia?
Nel 2025 gli appalti pubblici italiani di importo pari o superiore a 40.000 euro hanno raggiunto un valore complessivo di 309,7 miliardi di euro, su 287.421 procedure.
Di questa cifra, circa 20,8 miliardi riguardano appalti finanziati con le risorse del PNRR. Il valore cresce più in fretta del numero di procedure: non aumentano soltanto le gare bandite, aumenta soprattutto la loro dimensione economica.
Cosa comprano le pubbliche amministrazioni: forniture, servizi o lavori?
Le forniture sono la prima voce del mercato per valore. Nel 2025 hanno rappresentato 145,4 miliardi di euro, davanti ai servizi (110,0 miliardi) e ai lavori (54,3 miliardi).
| Tipologia | Procedure | Valore | Quota sul valore | 2024→25 |
|---|---|---|---|---|
| Forniture | 100.156 | 145,4 mld € | 46,9% | +25,2% |
| Servizi | 123.054 | 110,0 mld € | 35,5% | +15,9% |
| Lavori | 64.211 | 54,3 mld € | 17,6% | −10,6% |
| Totale | 287.421 | 309,7 mld € | 100% | +13,9% |
Il divario tra le due quote è indicativo: le forniture valgono il 46,9% del mercato ma rappresentano solo il 34,8% delle procedure, segno che sono appalti mediamente più grandi, con un importo medio di circa 1,45 milioni di euro contro gli 0,89 milioni dei servizi. Conta però anche la direzione, non solo il livello: le forniture crescono, i lavori arretrano e il baricentro della spesa pubblica si sposta da ciò che si costruisce a ciò che si acquista.
Come vengono aggiudicate le gare d'appalto?
Dipende da come si conta. Per importo domina la procedura aperta, che da sola vale il 54,3% del mercato; per numero domina invece l'affidamento diretto, con il 55,3% dei casi.
La contraddizione è solo apparente. Pochi grandi appalti aggiudicati con procedura aperta concentrano la maggior parte del valore, mentre una moltitudine di piccoli affidamenti diretti pesa sul conteggio ma incide pochissimo sulla spesa: per importo l'affidamento diretto vale appena il 5,1% del totale. Chi guarda solo il numero delle procedure conclude che il mercato è fatto di piccoli affidamenti; chi guarda il valore vede l'esatto contrario. C'è infine una tendenza che conta: le procedure aperte e ristrette, la parte più competitiva e formale del mercato, crescono più di ogni altra modalità (rispettivamente +24,2% e +43,5% per valore), trainate soprattutto dalle gare in ambito sanitario.
Dove si concentra la spesa pubblica?
La spesa è molto concentrata su poche regioni. Per volume di importo il primo posto spetta al Lazio, seguito da Lombardia e Toscana; per numero di procedure l'ordine cambia di poco, con il Lazio sempre in testa, quasi appaiato dalla Lombardia, davanti al Veneto.
Lazio e Lombardia, da sole, valgono oltre un terzo della spesa nazionale.
Chi bandisce le gare: quante sono le stazioni appaltanti?
Molte meno di prima. Al 31 dicembre 2025 le amministrazioni qualificate a gestire le gare erano 3.680, effetto del sistema di qualificazione, che concentra gli appalti in un numero ridotto di enti.
È un mercato con meno interlocutori, ma più grandi e strutturati. In pratica, ogni stazione appaltante gestisce oggi volumi maggiori e procedure più complesse rispetto al passato.
Quali forniture pesano di più?
Le due categorie di forniture che nel 2025 hanno pesato di più sul valore appartengono entrambe al comparto sanitario: i prodotti farmaceutici e le apparecchiature mediche. I farmaceutici, la voce principale, sono cresciuti del 65,4% rispetto al 2024, spinti da appalti di importo particolarmente elevato.
Che le due maggiori voci di spesa in forniture siano farmaci e dispositivi medici segnala quanto il settore sanitario stia diventando il motore della domanda pubblica italiana.
Quante gare passano dai sistemi digitali?
Praticamente tutte. La Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, l'infrastruttura che registra le procedure di affidamento, ne gestisce oltre 5 milioni all'anno includendo anche quelle di importo minore, che passano da piattaforme di gara certificate.
È il numero che più di ogni altro dà la scala del fenomeno: cinque milioni di procedure sono troppe perché qualcuno possa seguirle una per una.
Cosa raccontano questi numeri?
Messi in fila, i dati del 2025 descrivono un mercato che non si sta semplificando: si concentra e si irrigidisce.
Cresce in valore più che in numero e pesa sempre più sulle forniture.
Premia le procedure competitive e formali, gestite da un numero ridotto di stazioni appaltanti più grandi e qualificate.
Per chi partecipa alle gare, tutto questo si traduce in una realtà operativa precisa.
Le procedure che contano sono più grandi e più esigenti sul piano documentale e della conformità, in mano a committenti che alzano l'asticella.
Il volume di informazioni da monitorare, qualificare e gestire non cala perché le stazioni appaltanti sono diventate meno numerose: cresce con il valore e la complessità di ciò che viene messo a gara. È un mercato che, semplicemente, non si presidia più a mano.
Domande frequenti
Cos'è una gara d'appalto pubblica?
È la procedura con cui una pubblica amministrazione seleziona un fornitore per l'acquisto di beni, servizi o lavori, secondo regole di trasparenza e concorrenza definite dalla normativa sui contratti pubblici.
Cos'è un CIG?
Il Codice Identificativo Gara è un codice alfanumerico generato dal sistema ANAC che identifica in modo univoco ogni procedura di affidamento. È il riferimento con cui le gare vengono tracciate e conteggiate.
Cos'è una stazione appaltante?
È l'ente pubblico che bandisce e gestisce la gara, per esempio un'amministrazione, un'azienda sanitaria o una centrale di committenza. Dal 2023 le stazioni appaltanti devono essere qualificate per gestire procedure sopra determinate soglie.
A partire da quale importo le gare rientrano in questi dati?
I dati considerano gli appalti di importo pari o superiore a 40.000 euro, la soglia adottata dalla Relazione annuale ANAC per misurare il mercato dei contratti pubblici.
Cos'è la BDNCP?
La Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici è l'infrastruttura gestita da ANAC che raccoglie i dati delle procedure di affidamento in Italia. È la fonte da cui provengono i numeri di questo articolo.
Fonte dei dati: Relazione annuale ANAC al Parlamento (aprile 2026) e Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici. I valori si riferiscono agli appalti di importo pari o superiore a 40.000 euro, con dati aggiornati a fine gennaio 2026.
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